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La zona logistica di Dakhla apre ai fornitori italiani

Il 1° settembre 2026 l'agenzia marocchina per la logistica ha lanciato una gara da 1,25 milioni di dirham. Riguarda gli studi tecnici e la direzione lavori della piattaforma di El Argoub, vicino a Dakhla. Il progetto vale 134 milioni di dirham su 20 ettari. È il primo tassello di un programma da 750 ettari di zone logistiche entro il 2028, legato al nuovo porto atlantico del Marocco.

La zona logistica di Dakhla non è ancora un cantiere. È una gara, e la differenza conta. Il 1° settembre 2026 l'Agence marocaine de développement de la logistique (AMDL) ha pubblicato un bando da 1,25 milioni di dirham. Riguarda gli studi tecnici e la direzione lavori della piattaforma di El Argoub, nella provincia di Oued Eddahab. Il progetto vale 134 milioni di dirham su 20 ettari. È il primo passo di un programma che punta a 750 ettari di zone logistiche entro il 2028, nel polo di Dakhla legato al nuovo porto atlantico. Per chi guarda al Marocco come mercato o come base logistica, il momento di informarsi è ora. Non quando la gara di realizzazione sarà già assegnata a qualcun altro.

Punti chiave

  • Il 1° settembre 2026 l'AMDL ha lanciato una gara da 1,25 milioni di dirham per gli studi tecnici della piattaforma di El Argoub, a Dakhla.
  • Il progetto vale 134 milioni di dirham su 20 ettari: è il primo tassello di un programma da 750 ettari entro il 2028.
  • Una gara di studi tecnici precede sempre le gare di opere, impianti e attrezzature. È lì che entrano i fornitori.
  • La piattaforma è collegata al nuovo porto atlantico del Marocco, e questo allarga la platea di fornitori interessati.
  • Muoversi ora, prima della gara di realizzazione, significa arrivare con relazioni già avviate quando si aprirà davvero.

Il fatto che conta: una gara, non un annuncio

Il Marocco ha annunciato piani logistici più volte negli ultimi anni. Chi segue questi mercati lo sa, e per questo tende a diffidare dei soli annunci. La notizia del 1° settembre 2026 è diversa per un motivo preciso. Non è una dichiarazione di intenti: è una gara pubblica reale. L'ha lanciata l'Agence marocaine de développement de la logistique, per un importo definito, 1,25 milioni di dirham. L'oggetto è circoscritto: gli studi tecnici e la direzione lavori della piattaforma di El Argoub. È la differenza fra un progetto sulla carta e un progetto con un budget già assegnato. C'è un ente responsabile che deve rendere conto della sua esecuzione. Per una PMI italiana questa distinzione vale più di un comunicato stampa. Un bando pubblicato è una spesa già deliberata, non un'intenzione politica reversibile. È il segnale che la fase attuativa è iniziata davvero. Ed è il motivo per cui la zona logistica di Dakhla merita attenzione proprio adesso. Prima che la gara degli studi tecnici si chiuda. E prima che si apra quella, più rilevante per chi vende beni e servizi, delle opere e delle attrezzature.

La piattaforma di El Argoub in tre numeri

Dakhla, provincia di Oued Eddahab — Marocco

1,25 mln MAD
Gara per studi tecnici e direzione lavori
lanciata il 1° settembre 2026
134 mln MAD
Valore della piattaforma di El Argoub
20 ettari
Superficie della piattaforma
Dati del grafico
IndicatoreValore
Gara per studi tecnici e direzione lavori1,25 mln MAD
Valore della piattaforma di El Argoub134 mln MAD
Superficie della piattaforma20 ettari
Fonte: Médias24, 1° settembre 2026

Il meccanismo: perché lo studio tecnico viene prima dell'opera

Capire perché conta un bando di 1,25 milioni di dirham per uno studio tecnico richiede di conoscere la sequenza di un progetto infrastrutturale. Prima si affida a uno studio di ingegneria l'incarico di progettare l'opera e di dirigerne i lavori. È la fase appena aperta a gara per El Argoub. Solo dopo, sulla base di quel progetto esecutivo, l'ente appaltante mette a gara le opere vere e proprie. Prima gli sbancamenti e l'urbanizzazione dell'area, poi gli edifici. Infine gli impianti, la movimentazione interna e le attrezzature logistiche. È qui che il bando di oggi conta per chi non fa ingegneria civile ma produce o fornisce attrezzature, impiantistica o servizi. Non è la gara a cui partecipare direttamente. È il segnale che le gare successive arriveranno con una tempistica ormai legata al progetto esecutivo in corso. Muoversi ora significa costruire relazioni in anticipo. Con lo studio di ingegneria vincitore, con l'AMDL, con i futuri general contractor. Invece di scoprire il bando di realizzazione quando è già pubblicato, e i concorrenti locali hanno già preso contatto. Nei mercati che si muovono per gare pubbliche in Marocco, chi arriva prima nella fase di studio arriva spesso prima anche nella fase di fornitura. Per intercettare i bandi di studio prima che diventino bandi di realizzazione serve un monitoraggio strutturato, non solo l'attenzione occasionale a una notizia. È lo stesso approccio utile a seguire lo sviluppo delle infrastrutture portuali in altri mercati che stanno riaprendo ai fornitori esteri.

La sequenza del progetto El Argoub

dalla gara di studio al programma 2028

  1. 1 set. 2026
    L'AMDL lancia la gara per studi tecnici e direzione lavori
    1,25 milioni di dirham
  2. Fase realizzativa
    Piattaforma logistica di El Argoub
    134 milioni di dirham su 20 ettari
  3. Orizzonte 2028
    Obiettivo del programma nazionale
    750 ettari di zone logistiche
Dati del grafico
AnnoEvento
1 set. 2026L'AMDL lancia la gara per studi tecnici e direzione lavori
Fase realizzativaPiattaforma logistica di El Argoub
Orizzonte 2028Obiettivo del programma nazionale
Fonte: Médias24, 1° settembre 2026

Dentro il progetto: la piattaforma di El Argoub

La piattaforma messa a gara si chiama El Argoub. Sorge nella provincia di Oued Eddahab, l'area di cui Dakhla è il capoluogo. Il progetto vale 134 milioni di dirham e si sviluppa su 20 ettari: una scala industriale, non una struttura dimostrativa. A promuoverlo è l'Agence marocaine de développement de la logistique, non un investitore privato isolato. Indica che il progetto fa parte di una strategia nazionale, non di un'iniziativa locale scollegata dal resto del paese. Per una PMI italiana che valuta il Marocco, questo distinguo pesa. Un progetto pubblico guidato da un'agenzia nazionale segue procedure tracciabili, con bandi pubblicati e importi dichiarati. Un'iniziativa privata isolata offre meno informazioni verificabili da fuori del paese. La provincia di Oued Eddahab è storicamente periferica rispetto ai poli industriali del Marocco settentrionale. Sta ricevendo ora un investimento pubblico di scala rilevante. 134 milioni di dirham per 20 ettari di piattaforma logistica sono una cifra che segnala qualcosa di preciso. L'intenzione è di costruire, non solo di annunciare, un nuovo polo economico nel sud atlantico del paese. Per una PMI italiana, questo spostamento dell'investimento pubblico verso una provincia meno battuta è di per sé una notizia. Significa che l'area di attrazione degli investimenti logistici marocchini si sta allargando. E che chi arriva presto in una zona meno presidiata trova meno concorrenza già insediata.

Il programma più ampio: 750 ettari entro il 2028

El Argoub non è un progetto isolato. È il primo tassello dichiarato di un programma che punta a 750 ettari di zone logistiche entro il 2028. Il rapporto fra i due numeri è ciò che conta per chi ragiona con un orizzonte di qualche anno, non di poche settimane. Se 20 ettari sono la prima piattaforma messa a gara, restano da sviluppare oltre 700 ettari nello stesso arco temporale. Arriveranno nuovi bandi di studio, nuove gare di realizzazione e nuove gare di attrezzature, con la stessa sequenza appena descritta per El Argoub. Per una PMI italiana, il bando del 1° settembre 2026 non è un'occasione isolata da valutare in sé. È il primo segnale osservabile di un programma pluriennale. Chi costruisce oggi un rapporto con l'AMDL su El Argoub si trova in una posizione naturale. Lo stesso vale per chi lavora con lo studio di ingegneria incaricato o con i futuri general contractor locali. Sono tutti soggetti che possono essere ricontattati sulle fasi successive del programma. È lo stesso schema di ingresso progressivo osservato in altri mercati dove le infrastrutture pubbliche procedono per fasi. Vale ad esempio per gli appalti per la ricostruzione in Libia. Lì la prima gara seguita da vicino ha spesso aperto la strada alle successive.

Dalla prima piattaforma al programma completo

ettari di zone logistiche in Marocco

800
600
400
200
0
Fase attuale (El Argoub)
Obiettivo 2028
Dati del grafico
VoceEttari pianificati
Fase attuale (El Argoub)20 ha
Obiettivo 2028750 ha
Fonte: Médias24, 1° settembre 2026

Il porto atlantico come moltiplicatore di occasioni

La piattaforma di El Argoub è collegata al nuovo porto atlantico del Marocco. È il dato che allarga la platea di chi dovrebbe interessarsi a questa gara, oltre ai soli operatori logistici puri. Una zona logistica accanto a un porto in sviluppo non serve solo allo stoccaggio. Diventa il punto in cui le merci cambiano modalità di trasporto. Dove si concentrano i servizi di movimentazione. Dove nascono i magazzini avanzati per chi vuole servire il mercato locale e regionale senza importare container per container. È qui che il collegamento portuale moltiplica le occasioni per le PMI italiane in Marocco, rispetto a una piattaforma logistica isolata nell'entroterra. Un porto in crescita genera domanda di gru e sistemi di movimentazione. Genera domanda di attrezzature per la logistica del freddo, se il traffico lo richiede. Genera domanda di tecnologie di tracciamento e gestione magazzino, oltre alla domanda edile della prima fase. Nessuna di queste voci è quantificata nella notizia disponibile, ed è corretto dirlo con chiarezza. Non ci sono ancora numeri sul traffico portuale atteso né sulle attrezzature richieste. Ma il meccanismo resta valido a prescindere dalle cifre. Un polo logistico-portuale in costruzione genera per sua natura una sequenza di gare pubbliche in Marocco più lunga dello studio tecnico iniziale. Ogni fase apre a fornitori diversi: chi progetta, chi costruisce, chi equipaggia, chi gestisce. Per una PMI italiana che lavora nell'impiantistica o nella movimentazione, questo significa una cosa semplice. Non conviene guardare solo al bando di oggi, ma alla catena di bandi che quel bando mette in moto negli anni successivi.

Chi può competere: la sequenza delle gare e come inserirsi

La gara da 1,25 milioni di dirham per gli studi tecnici si rivolge tipicamente a studi di ingegneria e società di project management. Non a un produttore o fornitore di attrezzature: va detto per evitare aspettative sbagliate. Vale la pena dirlo con chiarezza fin da subito, perché confondere le due fasi porta a candidature fuori tempo e fuori target. Il punto di ingresso per la maggior parte delle PMI italiane in Marocco non è questa gara. Sono quelle che seguiranno, una volta chiuso lo studio tecnico: opere civili, impianti, movimentazione e attrezzature per El Argoub. E più avanti per le altre porzioni dei 750 ettari previsti entro il 2028. La tabella qui sotto riassume la differenza fra la fase attuale, già a gara, e la scala del programma complessivo a cui appartiene.

El Argoub e il programma logistico marocchino a confronto

stato a settembre 2026

LivelloValore / superficieStato a settembre 2026
Piattaforma di El Argoub134 milioni di dirham su 20 ettariGara studi tecnici e direzione lavori lanciata (1,25 mln MAD)
Programma zone logistiche750 ettari, obiettivo 2028El Argoub è il primo tassello dichiarato
Fonte: Médias24, 1° settembre 2026

Per una PMI italiana che non ha mai lavorato in Marocco, il modo più solido per prepararsi non è aspettare il bando di realizzazione. È costruire per tempo una ricerca di un partner locale affidabile. Serve un distributore, un general contractor o un agente che conosca già l'AMDL. E che conosca le procedure con cui si vincono le gare pubbliche in Marocco. È un lavoro che richiede mesi, non settimane. Va iniziato ora, mentre la fase di studio tecnico è ancora in corso e la concorrenza non si è ancora attivata sulle gare successive. Sono proprio queste premesse a distinguere le PMI italiane in Marocco che arrivano preparate da quelle che arrivano quando il bando è già assegnato.

Conclusioni

La zona logistica di Dakhla non è ancora un'occasione pronta da cogliere. È un segnale da cui partire. Il bando da 1,25 milioni di dirham lanciato il 1° settembre 2026 conferma una cosa. Il progetto da 134 milioni di dirham su 20 ettari è entrato nella fase attuativa. E il programma più ampio, 750 ettari entro il 2028, seguirà la stessa logica per fasi. Cosa fare adesso, in concreto. Primo: non candidarsi alla gara degli studi tecnici, che non è il posto giusto per un fornitore o un produttore. Secondo: aprire un canale di osservazione sull'AMDL e sui bandi collegati a El Argoub, per non farsi trovare impreparati quando arriveranno le gare di opere e attrezzature. Terzo: avviare già ora la ricerca di un partner locale in Marocco, così da essere pronti a proporsi non appena la fase di realizzazione sarà messa a gara. Prima di investirci tempo ed energie, vale la pena una valutazione strutturata di questo mercato. Parte dagli stessi criteri con cui si sceglie qualunque primo mercato estero: dimensione dell'occasione, tempi reali, affidabilità della controparte. Chi aspetta il bando di realizzazione per muoversi arriva sempre un passo dietro chi ha osservato la fase di studio. Un ultimo punto merita chiarezza. Nessuna delle cifre citate in questo dossier riguarda direttamente una singola commessa per una PMI italiana: sono la scala del programma pubblico marocchino, non una promessa di contratto. Il valore di muoversi ora sta nel posizionamento, non in un risultato garantito.

Fonti e note

Médias24, "El Argoub: la zone logistique de 134 MDH entre dans le concret", 1° settembre 2026 — https://medias24.com/2026/09/01/el-argoub-la-zone-logistique-de-134-mdh-entre-dans-le-concret-1746561/

Dati aggiornati a settembre 2026.

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